LIBRI

“Il Sentiero dei folli”, “La zingara di Metz”, “I fiori di Tanato” sono una trilogia di romanzi, dal titolo complessivo “Gli Amriti”.
Amrita è una parola sanscrita. Significa letteralmente “immortale”.
Nella mitologia indù, designa una bevanda che dona la vita eterna. Nel contesto narrativo della trilogia, l’Amrita è un essere che si reincarna di corpo in corpo, ricordando sempre tutte le vite precedenti.

Una vera e propria pietra di paragone per l’essere umano, che invece quando nasce non ricorda nulla di eventuali vite precedenti, e si confronta con una vita che è un segmento tra i due capi estremi del parto e della tomba.


IL SENTIERO DEI FOLLI

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è falzea1.jpg

Il primo libro della trilogia, pubblicato nel 2010, ha per titolo “Il Sentiero dei Folli“. Tratta il tema della follia, intesa come la capacità di trovare la strada verso il vero fine di ogni essere umano. La vicenda è quella di uno spettacolare processo alla Chiesa Cattolica, esempio eclatante di molte umane ambizioni e molto umane psicopatie. In realtà, dietro al pretesto c’è la volontà dichiarata di seguire l’uomo sulla strada del suo istinto alla distruzione, per chiedersi dove mai nasca quella scintilla che talvolta lo illumina e lo fa fermare a riflettere.


LA ZINGARA DI METZ

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è zingara.jpg

Il secondo libro, “La Zingara di Metz“, pubblicato nel 2013, riguarda il tema della scelta, fondamento dell’esistenza umana. Qui la vicenda umana di una giovane donna, una zingara, svela quanto possa essere tenue, e al tempo stesso determinante, quel confine che separa il Bene dal Male, e il ruolo che giocano le nostre ombre oscure nel disegnare i nostri destini. Una storia di maghi, chiaroveggenti, pazzi e assassini, ma anche una disperata storia d’amore, se il lettore volesse usare un po’ di umana compassione nello scrutare in fondo all’anima dei protagonisti.



I FIORI DI TANATO

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tanato.jpg

Il terzo libro, “I fiori di Tanato“, pubblicato nel 2017, tratta dell’unica materia che davvero caratterizza ogni essere umano: la morte. Roma, agosto, terrazza del Pincio. Il suicidio di una donna dalla bellezza sconcertante e dall’identità misteriosa. Grandi fiori bianchi vicino al suo corpo senza vita, a fornire un esile filo di Arianna a coloro che vorranno cercare la verità in un labirinto inestricabile di violenza, amore e possessione. James Rowan, l’Anziano, quella verità l’aveva inseguita per tutta la sua straordinaria vita, a partire dal giorno in cui aveva bevuto la pozione dello Sciamano e aveva visto con gli occhi del Giaguaro, pronto a balzare sulla sua prossima vittima, con un istinto che proveniva da chissà quale oscuro recesso della sua anima. Tanato invece, la verità non l’aveva mai dovuta cercare. Costretto fin da bambino in un corpo da vecchio, possedeva innato il senso della vita, e lo accoglieva senza domande.

Un libro che pone tante domande, ma si guarda bene dal tentare di fornire risposte. Una storia che vorrebbe essere un viaggio nell’anima, ma di sola andata.


L’INCANTASTORIE

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è incantastorie.jpg

A volte un uomo incontra sé stesso, ed allora accade uno straordinario incantesimo. Lo Spirito, la nostra vera essenza, comunica alla nostra superficiale coscienza le nostre emozioni, dalla speranza alla paura, dalla gioia al dolore. E così capita di scoprire che per tutta la vita ci siamo raccontati soltanto ingannevoli storie, ed iniziamo adesso un vero viaggio nella realtà e nella sincerità di noi stessi.


ARCANA MEMORIA

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è arcana.jpg

Il corpus di simboli e allegorie contenute nell’intera trilogia dei romanzi, così come nelle poesie, è trattato in forma di saggio nel libro “Arcana Memoria“, pubblicato nel 2015. Esoterismo è un termine utilizzato per evocare conoscenze segrete e misteriose, ma di cui si ignora spesso il significato più autentico. Si tratta di una visione del mondo che si diffuse dal Nilo alla Mezzaluna Fertile, dall’Indo al Fiume Giallo, grazie a neolitiche civiltà agricole prive di scrittura che ci hanno lasciato fondamentali simboli ed archetipi. Buddhismo, Tao, Zoroastrismo ed Ebraismo ne furono intrisi, e il Mito di Cristo ne è stata forse la più potente rielaborazione. Ad Occidente questa antica conoscenza si ridusse nel tempo ad occupare delle nicchie culturali iniziatiche quali furono Gnosi, Ermetismo e Alchimia. Nel medioevo europeo ebbe un momento di particolare successo, ispirando il pensiero di personaggi d’eccezione quali Dante e Giordano Bruno, e quello di organizzazioni segrete quali i Rosacroce, gli Illuminati e la Massoneria. Ma nella nostra moderna cultura collettiva, cosa rimane oggi di quell’ arcana memoria?


IL LABIRINTO DEL CRISTO

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è labirinto.jpg

“Il Cristo” è un termine usato per designare il protagonista dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento. Nel mondo occidentale, e soprattutto in ambito cattolico, è prassi comune considerarlo un personaggio storicamente vissuto, e si tende ad enfatizzare molto l’importanza di questa sua supposta “storicità” nell’interpretare il messaggio cristiano. Questa posizione ha portato a sviluppare una lettura sostanzialmente letterale dei Vangeli, che lega strettamente il significato del testo sacro all’esperienza concreta che Cristo avrebbe compiuto in terra. Diversamente in questo libro, la tesi che si intende dimostrare afferma che il messaggio contenuto nei Vangeli vada interpretato in senso simbolico-allegorico, illustrando ciò che può essere definito il Mito di Cristo. Si vede così che Gesù, inteso come personaggio letterario ed a prescindere dall’eventuale figura storica, veicola realmente un Mito, ovvero un insieme di elementi al tempo stesso fantasiosi e simbolici, di profondissimo significato e le cui radici affondano in un sostrato culturale notevolmente arcaico.

Translate »