STUPIDI SÌ, MA SERI

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Il tempo non è altro che l’attesa che qualcosa di noto, e che si presenta con regolarità, torni a verificarsi. L’equinozio di primavera, la piena del Nilo, il picco della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini dello stato fondamentale dell’atomo di cesio-133 (il fenomeno su cui si basa l’attuale definizione di “secondo” nell’attuale Sistema Internazionale delle misure).

Tutta la nostra Scienza moderna non è basata su altro che sulla fiducia dell’esistenza di tali “regolarità”. Sulla fiducia che l’Universo fisico segua delle leggi, e che esse siano “immutabili”. Una fiducia che si basa sull’esperienza di ciò che percepiamo con i nostri sensi. I gravi cadono sempre verso il basso, non si è mai vista tale legge violata. La costante di gravitazione universale è la stessa dappertutto.

Ma sarebbe bene che ricordassimo che noi esseri umani siamo solo un piccolo, ristrettissimo buco della serratura dal quale osserviamo e registriamo da poche migliaia di anni una frazione di un Universo fisico che di anni ne ha 14 miliardi, e del quale circa il 95 per cento non ci è nemmeno possibile rilevare (materia oscura, energia oscura).

Ciò che credevamo di conoscere sull’Universo mille anni fa, come ad esempio la teoria aristotelica dei corpi che sarebbero caduti tanto più velocemente quanto più grande fosse stata la loro massa, oggi ci sembra ridicola. Oggi sappiamo che una piuma e una palla di cannone lasciati cadere nel vuoto dalla stessa altezza arrivano a terra nello stesso momento, che ordinariamente la palla di cannone arriva prima solo perché la resistenza dell’aria frena la caduta della piuma, ed un astronauta mostrò in diretta questo fenomeno dalla Luna, dove appunto non c’è atmosfera frenante.

Sappiamo tante altre cose che un tempo non sapevamo, ad esempio che non è vero che esista un tempo assoluto, come credeva Newton, il padre della nostra fisica moderna, ma che il tempo scorre più lentamente se ci muoviamo a grandi velocità rispetto a chi sta fermo, oppure se ci sono grandi masse nei nostri dintorni (ad esempio, in orbita attorno a un buco nero).

Diciamo di sapere tutte queste cose, ma in realtà crediamo di sapere, perché domani ciò che diciamo di sapere oggi ci sembrerà ridicolo al confronto di ciò che crederemo di sapere domani. Perché in realtà, noi del mondo fisico non sappiamo nient’altro che ciò che crediamo di sapere.

Qualche saggio del nostro passato comprese che una “sapienza” che cambia continuamente non è vera sapienza, ma solo “credenza”. La vera Sapienza è ciò che non cambia mai, è quell’impermanenza di cui parlava Buddha, sono quelle “idee” di cui parlava Platone, e si conoscono non per mezzo dei soli sensi, ma attraverso un’esperienza complessiva della Psiche chiamata Gnosi, che molti nostri antenati erano in grado di praticare. Questa Gnosi si basava sulla conoscenza di quel fenomeno fondante della realtà, chiamato Psiche. E più che sui sensi, sulla dialettica, o peggio ancora sulle vane dispute verbali, si basava sulla meditazione, ovvero sul silenzio.

Oggi questa Gnosi, a mio modesto modo di vedere, è lontanissima dalla moderna società umana, che invece di progredire verso la diffusione della sapienza stessa, è regredita a una conoscenza basata sulla semplice credenza, e niente più. Perciò, come diceva Nietzsche, Dio è morto, e come dice Andreoli, Homo Sapiens è diventato Homo Stupidus. Qualcuno osserverà che però la grande maggioranza non sia convinta di questo, che quasi tutti pensano che l’uomo sia “andato avanti”.

A tale osservazione risponderei con un’altra: se uno stupido si accorgesse della propria stupidità, che razza di stupido poco serio sarebbe?

About Post Author

Domenico Rosaci

Domenico Rosaci è Professore Associato di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni, e conduce ricerche nel campo dell'Intelligenza Artificiale. E' autore dei saggi sull'esoterismo "Arcana Memoria" e "Il Labirinto del Cristo" e dei romanzi "Il Sentiero dei Folli", "La Zingara di Metz" e "I Fiori di Tanato", pubblicati da Falzea Editore.
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